La mano è una delle parti più importanti e complesse del corpo umano.
Struttura anatomica della mano
Ossa:
- Carpo (polso): 8 ossa carpali → scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme, trapezio, trapezoide, capitato, uncinato.
- Metacarpo: 5 ossa metacarpali → dalla base del pollice (I) al mignolo (V).
- Falangi:
- Pollice: 2 falangi (prossimale, distale)
- Dita 2–5: 3 falangi (prossimale, intermedia, distale)
Muscoli principali:
- Estrinseci (origine nell’avambraccio, inserzione nella mano):
- Flessori (es. flessore profondo/superficiale delle dita)
- Estensori (es. estensore delle dita, del pollice)
- Intrinseci (origine e inserzione nella mano):
- Thenar (movimenti del pollice)
- Ipotenar (movimenti del mignolo)
- Lombricali (flessione MCP, estensione IP)
- Interossei (abduzione/adduzione dita)
Innervazione della mano:
Nervo Mediano
- Origine: Plesso brachiale (C5–T1)
- Innerva:
- Muscoli thenar (abduttore breve, opponente e flessore breve del pollice)
- 1° e 2° lombricale
- Cute: pollice, indice, medio e metà radiale dell’anulare (palmo)
- Lesione classica: Sindrome del tunnel carpale
Nervo Ulnare
- Origine: Plesso brachiale (C8–T1)
- Innerva:
- Muscoli ipotenar
- 3° e 4° lombricale
- Tutti gli interossei (palmo e dorso)
- Adduttore del pollice
- Cute: metà ulnare dell’anulare + mignolo (palmo e dorso)
- Lesione classica: Mano ad artiglio
Il nervo ulnare fornisce innervazione ai muscoli che controllano la motricità fine e la stabilità della mano, e favorisce la presa a pinza superiore.
Nervo Radiale
- Origine: Plesso brachiale (C5–T1)
- Innerva:
- Tutti gli estensori del polso e delle dita (muscoli estrinseci)
- Non innerva muscoli intrinseci della mano
- Cute: dorso mano (pollice, indice, medio – porzione prossimale)
- Lesione classica: Mano cadente (wrist drop)
Il nervo radiale consente la precisione della motricità della mano e favorisce la presa a pinza inferiore.
La riabilitazione della mano può variare significativamente a seconda che la causa del problema sia neurologica oppure ortopedica. Di seguito una panoramica chiara delle differenze principali:
La mano neurologica è una condizione in cui il controllo e la funzione della mano sono compromessi a causa di lesioni al sistema nervoso centrale o periferico.
Cause comuni
- Ictus (stroke)
- Lesione del midollo spinale
- Paralisi cerebrale
- Sclerosi multipla
- Lesioni ai nervi periferici (es. nervo radiale, ulnare, mediano)
Caratteristiche
- Debolezza muscolare o paralisi
- Spasticità o rigidità muscolare
- Alterazione della sensibilità
- Scarsa coordinazione
- Difficoltà motorie fini
- • Possibile dissociazione tra volontà di movimento e esecuzione (aprassia)
Obiettivi della riabilitazione
- Ripristino del controllo motorio volontario
- Riduzione di spasticità e contratture
- Miglioramento della sensibilità
- Rieducazione funzionale (ADL: attività della vita quotidiana)
- Stimolazione neuromotoria (es. terapia specchio, elettrostimolazione, robotica)
Due condizioni della mano neurologica includono la mano paretica e la mano plegica. Esse indicano livelli diversi di compromissione della funzione motoria della mano, spesso causate da danni al sistema nervoso centrale o periferico.
La mano plegica è una mano completamente paralizzata, senza movimento volontario attivo, spesso anche con tono muscolare alterato.
Cause comuni
- Ictus (in fase acuta o grave)
- Lesione completa del midollo
- Grave lesione del plesso brachiale
- SLA (in fase avanzata)
Caratteristiche
- Assenza di movimento attivo
- Tono muscolare assente (flaccida) o aumentato (spastica)
- Possibile rigidità articolare
- Alterazione completa della sensibilità
- Atrofia muscolare a lungo termine
Obiettivi della riabilitazione
- Prevenzione di retrazioni e contratture
- Posizionamento corretto (ortesi, tutori)
- Mobilizzazione passiva
- Stimolazione sensitiva e propriocettiva
La mano in paresi presenta movimenti deboli o limitati, ma con una certa attività volontaria residua. nella mano paretica vi è una riduzione parziale della forza e del movimento.
Cause comuni
- Ictus (in fase di recupero)
- Sclerosi multipla
- Traumi cranici
- Lesioni nervose incomplete
Caratteristiche
- Forza muscolare ridotta (valutabile con scala MRC)
- Movimento attivo presente ma debole, lento o scoordinato
- Spasticità possibile
- Possibili disturbi sensitivi e propriocettivi
Obiettivi della riabilitazione
- Rinforzo muscolare attivo
- Recupero del controllo motorio fine
- Tecniche di controllo della spasticità
- Terapie task-oriented (ADL, manipolazioni funzionali)
- Uso di ausili se necessario
La mano ortopedica è una condizione in cui la funzione della mano è compromessa da lesioni o patologie muscoloscheletriche.
Cause comuni
- Fratture (es. metacarpi, falangi)
- Lussazioni
- Lesioni tendinee (es. rottura del tendine flessore)
- Sindrome del tunnel carpale
- Artrite reumatoide o artrosi
- Esiti post-chirurgici (es. protesi, artrodesi)
Caratteristiche
- Dolore localizzato
- Gonfiore
- Limitazione del range articolare
- Debolezza da immobilizzazione
- Adesioni cicatriziali
- Possibili deformità
Obiettivi della riabilitazione
- Recupero del range di movimento articolare
- Riduzione del dolore e dell’edema
- Miglioramento della forza muscolare
- Ritorno alla funzionalità pre-lesione
- Prevenzione di rigidità e aderenze
Ulteriori differenze riguardano la tipologia di trattamento fisioterapico applicato:
– nel caso della mano plegica, si effettuano neurostimolazione, terapia a specchio e robotica.
– nel caso della mano ortopedica, si effettuano mobilizzazioni, terapia manuale e utilizzo di tutori, terapia strumentale.