La Riabilitazione nella Malattia di Parkinson

La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa a decorso progressivo cronico caratterizzata dalla perdita selettiva dei neuroni dopaminergici presenti a livello della Substantia Nigra, un’area del cervello deputata alla programmazione e al controllo dei movimenti corporei.

L’esodo avviene mediamente tra i 50 e 60 anni di età e clinicamente si caratterizza per la comparsa di alcuni sintomi cardinali: tremore a riposo, rigidità extrapiramidale e bradicinesia con esordio unilaterale e asimmetrico.

Col progredire, la malattia tende ad assumere una distribuzione generalizzata con comparsa di sintomi non motori altrettanto invalidanti tra cui: scialorrea, disturbi del sonno, depressione, apatia, deficit dell’attenzione, compromissione visuo-spaziale, alterazione della fluenza verbale, fino a raggiungere un quadro di demenza sottocorticale.

Il Team multidisciplinare si avvale di diverse figure professionali quali il neurologo, fisiatra, fisioterapista, logopedista, e terapista occupazionale, che dal momento della presa in carico del paziente programma un set riabilitativo ad personam.

Il nuovo approccio alla riabilitazione del paziente parkinsoniano ha come obiettivo quello di migliorare le capacità funzionali dei pazienti nelle ADL e l’abilità del cammino (ampiezza e velocità del passo), di ottimizzare la coordinazione motoria e l’equilibrio, di migliorare l’intelligibilità di eloquio e le abilità comunicative, di favorire la funzione deglutitoria e potenziare le abilità cognitive. Uno stile di vita attivo, quindi, mira a contrastare l’apatia e il rischio di cadute legate alla malattia, e a migliorare il grado di autostima e serenità della persona.

Il programma riabilitativo prevede anche l’uso di un sistema medicale, basato su una realtà virtuale. Questo può essere di supporto alla riabilitazione cognitiva e motoria in pazienti con la malattia di Parkinson e permette di rendere più efficace e stimolante il percorso riabilitativo del paziente.