Soggiorno Terapeutico

Il Centro Studi e Ricerche di codesta struttura si è impegnata a promuovere un’iniziativa chesi pone come obiettivo primario l’integrazione sociale del soggetto diversamente abile partendo da un contesto più semplice e primordiale….la natura e gli animali.

La realizzazione pratica di questo progetto ha rivolto un’attenzione particolare alla crescita della persona, alla sua piena valorizzazione, mettendo in rilievo la necessità di soddisfare le esigenze differenziate dei “soggetti diversamente abili”.

Il progetto si pone come finalità prioritaria l’integrazione globale del diversamente abile in un’ottica di sperimentazione dei percorsi formativi i quali sono in grado di assicurare continuità nel passaggio indispensabile tra il mondo della scuola e quello sociale-lavorativo.

Sulle basi di questa premessa il progetto è stato effettuato, per la prima volta, nell’Agriturismo “La Locanda dell'Asino D'Oro” Introdacqua (Aq) dal 28/06/2010 al 04/07/2010; vi hanno partecipato al progetto 15 utenti della Clinica “S.Maria del Pozzo” con età compresa dai quattro ai ventuno anni affetti da diverse patologie (Idrocefalo con emiparesi secondaria, iperattività , Disturbo dello spettro autistico, Kinesipatia Encefalica, Turbe comportamentali, Immaturità relazionale, Ritardo maturativo globale, Instabilità psicocomportamentale, Distrofia di Klinefelter, Immaturità Psicomotoria, Ritardo psicomotorio, Disturbo della relazione, Distrofia muscolare di 3°grado).

I pazienti sono stati accompagnati da nove genitori.

Prima della partenza è stata organizzata una giornata formativa avvenuta nella Clinica “S. Maria del Pozzo” Somma Vesuviana (Na) alla quale hanno partecipatoI Responsabili del Soggiorno terapeutico la Dott.ssa A.M. Terracciano, il Dott. Luigi Romano, il Dott. Antonio Pepe, la Dott.ssa Enza Di Mauro e tutti i genitori coinvolti nel progetto.

L’obiettivo era quello di dare notizie chiare e dettagliate sull’intero progetto e sulle modalità di intervento da utilizzare ed è stato consegnato ai genitori il materiale informativo relativa all’iniziativa.

La fase iniziale del progetto si è basata sulla valutazione del comportamento di ogni singolo individuo, nei diversi contesti della giornata, è stato predominante l'uso funzionale e prassico del corpo e grande importanza hanno avuto le attività di gruppo.

Inizialmente, quasi tutti, hanno mostrato un comportamento poco collaborativo anche perché si trovavano in un contesto diverso dal loro vissuto quotidiano e coinvolti in un gruppo eterogeneo per età e per patologia.

Infatti i bambini/ragazzi hanno mostrato una labile capacità di attenzione e di iniziativa, perchè non sempre riuscivano a suggerire valide proposte ludiche-relazionali nè ad individuare le situazioni problematiche e le eventuali soluzioni, dimostrando una insufficiente autostima nelle proprie capacità.

Inizialmente, si sono rivelate problematiche anche durante i momenti conviviali, soprattutto al momento del pasto a tavola, perché alcuni bambini/ragazzi rifiutavano il cibo che gli veniva proposto, a causa di errate abitudini alimentari.

Dopo questa fase iniziale di adattamento, il gruppo ha iniziato a dare risposte positive, partecipando proficuamente a tutte le attività laboratoriali di ceramica, del gusto, di ritmo con strumenti musicali, di psicomotricità in acqua e ludiche-motorie proposte, apportando contributi personali e pertinenti al contesto in cui si trovavano; si è creato un clima familiare e sereno dove ognuno si è sentito a proprio agio, consolidando le relazionali interpersonali e sociale.

L’esperienza più significativa del progetto è stata l’attività svolta con gli asini: inizialmente i bambini/ragazzi hanno mostrato timore e preoccupazione verso questo animale a loro sconosciuto, poi mediante esercitazioni graduate di approccio, hanno familiarizzato mostrando un forte coinvolgimento emotivo.

In particolare, gli obiettivi raggiunti con maggiore successo sono stati:

  • potenziamento ed evoluzione delle autonomie personali;
  • miglioramento della coordinazione dinamica generale e della motricità fine,
  • evoluzione positiva delle dinamiche interpersonali anche nei soggetti con disturbi della condotta e relazionali, compreso lo spettro autistico.

La presenza dei genitori è stata proficua e determinante per la buona riuscita del progetto stesso, anche se inizialmente nei confronti dei loro figli, non adottavano adeguate condotte pedagogiche e relazionali.

Durante il progetto i genitori hanno intrapreso un percorso formativo di crescita personale nelle relazioni M/F in modo da modificare positivamente il rapporto con i figli.

Questa esperienza è stata emotivamente importante per tutti coloro che vi hanno partecipato, perché tramite l’empatia T/B/G, ha rappresentato un momento formativo pregnante e allo stesso tempo ha permesso un’adeguata integrazione sociale, arricchendo il bagaglio di vita di ognuno.

Considerando, quindi, l’influenza positiva del progetto, è stato deciso di riproporlo negli anni futuri, affinchè la riabilitazione varchi i confini della pura medicalizzazione e diventi un processo di apprendimento che migliori la qualità della vita effettuabile anche in contesti extra familiare ed extra istituzionale.